Design thinking: la mappa come pensiero, strumento, prodotto

Sommario workshop

Nel suo libro sulle metafore dell’organizzazione, Gareth Morgan propone la comparazione tra organizzazione e cervello, in quanto entrambi sistemi olografici. I principi della progettazione olografica sono: “Far entrare l’intero nelle parti” “Creare interdipendenza e ridondanza” “Creare specializzazione e nel contempo generalizzazione” “Creare la capacità di auto-organizzarsi” E’ per questo che vi proporremo un esempio di design thinking. Un esempio dall’inizio alla fine, verrebbe da dire, se ci fosse un inizio e se ci fosse una fine. Ma un pensiero progettuale tridimensionale, senza soluzione di continuità fra relazioni aziendali, processo produttivo, prodotto stesso e rapporti con l'utenza, comporta che non siano percepibili né l'uno né l'altra. E anche l'appellativo "utente finale" si rivela inadeguato, se non decisamente deviante. Siamo convinte che i processi di adattamento e la gestione dei cambiamenti siano molto più semplici e veloci in un sistema team-based, dove cluster autogestiti e multidisciplinari creano in un ambiente sistemico, che si fa prodotto esso stesso. Una struttura che non resiste alle sollecitazioni dunque, ma le accompagna. Un’organizzazione adattiva, non gerarchica e un workflow non lineare, per generare un prodotto flessibile altrettanto adattivo: il libro liquido. In questa visione olistica lo strumento principe è la mappa mentale. Da forma di pensiero a strumento operativo per diventare prodotto [mai] finale.