Ente pubblico di previdenza
Ipost, Istituto Postelegrafonici è un Ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che eroga il trattamento di quiescenza e prestazioni di assistenza, mutualità e credito al personale di Poste Italiane S.p.A. e Società collegate. Le sue origini risalgono al 1919 quando nasce l'Ente morale denominato "Istituto nazionale di mutualità e previdenza per il personale postale, telegrafico e telefonico". Grazie al lavoro sinergico di 303 dipendenti, l’iPost eroga il credito con tassi agevolati ai 155 mila iscritti. Anche i 134 mila pensionati possono ottenere prestiti grazie ad una convezione con un primario Istituto di Credito. Fornisce prestazioni di assistenza a favore degli iscritti, dei loro figli e dei pensionati, mediante: sussidi scolastici, corsi di formazione, di lingua e di informatica. Inoltre, il Fondo “Mutualità”,...
Ente pubblico di previdenza
Ipost, Istituto Postelegrafonici è un Ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che eroga il trattamento di quiescenza e prestazioni di assistenza, mutualità e credito al personale di Poste Italiane S.p.A. e Società collegate. Le sue origini risalgono al 1919 quando nasce l'Ente morale denominato "Istituto nazionale di mutualità e previdenza per il personale postale, telegrafico e telefonico". Grazie al lavoro sinergico di 303 dipendenti, l’iPost eroga il credito con tassi agevolati ai 155 mila iscritti. Anche i 134 mila pensionati possono ottenere prestiti grazie ad una convezione con un primario Istituto di Credito. Fornisce prestazioni di assistenza a favore degli iscritti, dei loro figli e dei pensionati, mediante: sussidi scolastici, corsi di formazione, di lingua e di informatica. Inoltre, il Fondo “Mutualità”, garantisce agli iscritti di ottenere prestiti agevolati e sussidi per: ricoveri in ospedale o case di cura, cure termali, malattie croniche, protesi varie, spese funerarie e malattie gravissime.
L’applicazione
Con la Legge finanziaria 2008, n. 244 del 24 dicembre 2007, art.1, commi dal 209 al 214, è stato introdotto l’obbligo di emettere fatture esclusivamente in formato elettronico nei confronti della Pubblica Amministrazione. In attesa dell’emanazione del secondo regolamento attuativo, a cura dell’Agenzia delle Entrate, l’iPost ha realizzato un progetto di fatturazione elettronica, nell’ambito del concorso indetto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, in collaborazione con Poste Italiane e BancoPosta. Il Commissario Straordinario di iPost Dr. Rino Tarelli e il Direttore Generale dell’Ente D.ssa Simonetta Quaglia ritengono tale progetto una leva per migliorare l’efficienza dei processi interni e per velocizzare le trasmissioni di documenti tra fornitori ed Ente. In precedenza l’Ente gestiva la ricezione e la liquidazione delle fatture dei fornitori in formato digitale, dematerializzato. Le fatture, tuttavia, venivano stampate in formato cartaceo per il controllo amministrativo e contabile per il pagamento e la successiva archiviazione con il mandato di pagamento, cartaceo. Ora, iPost ha esteso l’informatizzazione del ciclo passivo, integrando la ricezione delle fatture nella piattaforma BPIOL, il servizio Web che i correntisti BancoPosta possono utilizzare per il trasferimento di fondi via internet dal proprio conto a un conto corrente bancario italiano o a un altro conto corrente postale. I fornitori di IPOST possono così inviare all’Ente le fatture elettroniche, che hanno la caratteristica di certificare l’autenticità dei dati (data, origine e contenuto) garantiti da una marca temporale, in formato PDF o XML. Successivamente alla ricezione, attraverso BPIOL, la fattura viene messa a disposizione sulla piattaforma di gestione documentale (GIPI) di iPost, per essere veicolata ai responsabili amministrativi per la liquidazione e successiva emissione del mandato informatico di pagamento, verso il cassiere dell’Ente. Attualmente, il processo di fatturazione elettronica è attivo con i principali fornitori di iPost, già in possesso di un conto corrente postale. Il sistema di gestione documentale dell’Ente (GIPI) potrà gestire la ricezione delle fatture elettroniche di pagamento anche se inviate con la Posta Elettronica Certificata (PEC).
I benefici
L’adozione della fatturazione elettronica per il ciclo passivo ha permesso all’Ente di automatizzare il processo di ricezione delle fatture e i pagamenti. Ora è possibile disporre di un documento informatico il cui contenuto viene certificato, con controlli specifici su autenticità della data, dell’origine e dell’importo, Grazie all’automazione del processo di fatturazione la trasmissione dei dati tra imprese ed Ente è più rapida e puntuale. La fatturazione elettronica ha consentito una riduzione dei costi relativi alla conservazione sostitutiva delle fatture, assicurando ad iPost un risparmio del 20% sui costi per l’acquisto della carta necessaria per i documenti conservati in precedenza in forma cartacea. Attraverso l’estensione del servizio anche ad altri fornitori, grazie alla PEC, iPost prevede che il numero di fatture cartacee processate attualmente diminuirà di circa l’80% in breve tempo.