L’azienda
Appartenente al gruppo Kipre, interamente controllato dalla famiglia Dukcevich, Principe di San Daniele Spa, sul mercato da oltre 60 anni, è fra i maggiori produttori del Prosciutto di San Daniele Dop. L’azienda vanta una posizione di preminenza anche nel comparto dei würstel, con il marchio Wulevù, e dei prosciutti cotti, classici e Praga. Kipre, nata nel 2005, è la holding di partecipazioni e di servizi che controlla il 100% delle società operative Principe di San Daniele S.p.A. e King’s S.p.A. Nel 2006 Vladimir Dukcevich viene nominato Amministratore Delegato delle due società operative. Le due società operative contano circa 400 dipendenti, con un fatturato che raggiunge i 130 milioni di euro. Gli stabilimenti produttivi sono tutti all’interno del territorio nazionale: due a San Daniele del Friuli, uno a Trieste e uno a Sossano, in provincia di Vicenza. Recentemente...
L’azienda
Appartenente al gruppo Kipre, interamente controllato dalla famiglia Dukcevich, Principe di San Daniele Spa, sul mercato da oltre 60 anni, è fra i maggiori produttori del Prosciutto di San Daniele Dop. L’azienda vanta una posizione di preminenza anche nel comparto dei würstel, con il marchio Wulevù, e dei prosciutti cotti, classici e Praga. Kipre, nata nel 2005, è la holding di partecipazioni e di servizi che controlla il 100% delle società operative Principe di San Daniele S.p.A. e King’s S.p.A. Nel 2006 Vladimir Dukcevich viene nominato Amministratore Delegato delle due società operative. Le due società operative contano circa 400 dipendenti, con un fatturato che raggiunge i 130 milioni di euro. Gli stabilimenti produttivi sono tutti all’interno del territorio nazionale: due a San Daniele del Friuli, uno a Trieste e uno a Sossano, in provincia di Vicenza. Recentemente è stato acquisito un nuovo stabilimento a Parma. Anche grazie alla presenza di sedi commerciali in tutto il mondo (Belgio, Scandinavia, Stati Uniti, Giappone, ecc.), Principe esporta una quota consistente pari a oltre il 30% della produzione totale.
L’infrastruttura
La partnership tecnologica tra Principe di San Daniele e Dell ha avuto inizio 6 anni fa, quando l’azienda alimentare decise di affrontare un cambiamento radicale nell’architettura del proprio Data Center, passando da una configurazione tradizionale, con server collegati direttamente alle reti elettrica e dati, a un’architettura Blade, con server inseriti in una struttura rack che ne può contenere molteplici, fornendo servizi come l'alimentazione, il raffreddamento, la connettività e la gestione centralizzata. Un anno fa l’azienda, anche in questo caso in collaborazione con il partner Dell, ha deciso di consolidare il proprio parco hardware e aggiornare l’infrastruttura informatica, con un progetto di virtualizzazione dei propri server, che permette di concentrare i server fisici utilizzati in precedenza per i diversi applicativi aziendali all’interno di una sola struttura rack, passando da 19 server fisici originari, ciascuno dedicato a una o due applicazioni, ai 3 server attuali. Grazie alla virtualizzazione è stato possibile ottimizzare l’utilizzo dei server fisici, prima dedicati a specifiche applicazioni, condividendo la capacità elaborativa con più macchine virtuali dedicate. Il progetto di virtualizzazione ha consentito anche un’allocazione dinamica del carico lavoro alle macchine, ottimizzando l’infrastruttura hardware e i costi ad essa connessi. Infatti, grazie alla flessibilità della nuova architettura, è possibile effettuare manutenzione, eseguire test e configurare i sistemi senza dover spegnere server e applicazioni, oltre alla possibilità di monitorare da remoto i parametri di funzionamento dei sistemi informativi. La disponibilità dei sistemi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è infatti indispensabile, allo scopo di garantire l’inserimento degli ordini di vendita via Web da parte degli agenti e il collegamento via EDI con i clienti esteri della Grande Distribuzione Organizzata. La virtualizzazione ha anche permesso di ottenere una maggiore scalabilità dell’infrastruttura informatica di Principe, che è in grado di supportare l’espansione del parco applicativo attraverso l’accensione di nuovi server virtuali, senza necessariamente dover ricorrere all’acquisto di nuovo hardware.
I benefici
Come già emerso precedentemente, il principale beneficio riscontrato in seguito alla realizzazione del progetto di virtualizzazione è l’elevata flessibilità della soluzione, che consente di monitorare il funzionamento dei server e delle applicazioni anche da remoto. In questo modo, la gestione e la manutenzione delle macchine è stata notevolmente semplificata, ed avviene senza interruzione nell’erogazione dei servizi IT, evitando di creare disagi sia agli utenti interni, sia a clienti e agenti. L’accresciuta affidabilità e disponibilità dei sistemi informativi permette di erogare servizi 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, affinché possano essere comunicati tempestivamente gli ordini da parte dei clienti esteri e degli agenti di vendita. Infine, poiché le applicazioni gestite e il volume di dati scambiato è aumentato nel corso degli anni e si prospetta un aumento anche in futuro, la maggiore scalabilità consentirà di diminuire l’entità degli investimenti in nuovo hardware rispetto alla situazione precedente.