L’Ente
L'ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, è l'Ente pubblico che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti. A tal fine l'ICE, in stretta collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale elabora il Programma delle Attività promozionali, curandone direttamente la realizzazione. Presso la sede dell’ICE di Roma lavorano circa 700 dipendenti, che coordinano un network di 16 Uffici in Italia e da 107 Uffici in 84 Paesi del mondo, per un totale di circa 1.200 postazioni lavoro.
L’infrastruttura
Con oltre 700 dipendenti nella sola sede italiana e più di 120 uffici in tutto il mondo, la complessità organizzativa dell’ICE ha un consistente impatto sulle attività di manutenzione...
L’Ente
L'ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, è l'Ente pubblico che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti. A tal fine l'ICE, in stretta collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale elabora il Programma delle Attività promozionali, curandone direttamente la realizzazione. Presso la sede dell’ICE di Roma lavorano circa 700 dipendenti, che coordinano un network di 16 Uffici in Italia e da 107 Uffici in 84 Paesi del mondo, per un totale di circa 1.200 postazioni lavoro.
L’infrastruttura
Con oltre 700 dipendenti nella sola sede italiana e più di 120 uffici in tutto il mondo, la complessità organizzativa dell’ICE ha un consistente impatto sulle attività di manutenzione del parco hardware e software dell’Ente, i cui sistemi devono far fronte all’elaborazione di un volume considerevole di dati. Per ottimizzare la capacità elaborativa dei propri sistemi informativi, l’ICE ha sviluppato in collaborazione con il Gruppo Filippetti, partner Oracle, un progetto di virtualizzazione del proprio parco hardware sia server che client. Il progetto ha previsto in una prima fase la realizzazione di una server farm virtualizzata basata in buona parte su hardware Sun-Oracle e dotata di una Storage Area Network per un utilizzo sicuro ed efficiente della memoria di massa. In precedenza l’architettura hardware dell’azienda prevedeva circa 220 server fisici e, in corrispondenza di un aumento nel volume di dati scambiato, era continuamente necessario ampliare il parco macchine o sostituire i server obsoleti. Attraverso le tecnologie di virtualizzazione, è stato possibile contenere l’investimento in nuovi server, acquistando o riutilizzando solamente 60 macchine fisiche soprattutto Sun-Oracle, la cui capacità elaborativa viene ottimizzata inserendo più macchine virtuali per un ciascuna di esse. Infatti, attualmente sono attivi 350 server virtuali. Quattro server fisici multi processore, cui corrispondono 47 server virtuali, sono dedicati alla centralizzazione della capacità elaborativa dei PC che permette di separare l’ambiente desktop dal PC fisico, sfruttando i benefici di un’architettura client-server. Il desktop virtuale è ospitato sui server centrali dell’azienda anziché sulla memoria locale dei PC. In tal modo, quando un addetto lavora sul proprio PC client, accede tramite il proprio identificativo alla rete aziendale e alle applicazioni, ai processi, ai dati ospitati e conservati centralmente, sfruttando la capacità elaborativa della server farm dell’Ente. In tal modo, il desktop virtuale può essere reso disponibile anche all’esterno: i dipendenti che utilizzano un notebook possono facilmente connettersi via Internet ai sistemi dell’Istituto, ritrovando l’ambiente informatico di lavoro, senza che alcuna informazione aziendale risieda sul PC portatile. Il processo di adozione ha coinvolto in modo progressivo l’intera organizzazione dell’ICE. Ad un progetto pilota su un gruppo limitato di utenti è seguita la sperimentazione su un numero maggiore di postazioni, con il successivo roll-out finale, per una copertura di circa il 60% dei PC presso la sede centrale. La nuova architettura virtuale ha permesso di ridurre il tasso di sostituzione dei PC dovuto ad obsolescenza, che riguardava circa 130 terminali all’anno, grazie alla minor capacità elaborativa richiesta ai desktop. I prossimi passi del progetto prevedono l’attivazione di nuove applicazioni a disposizione del personale oltre agli strumenti di Office Automation. Si procederà quindi con l’attivazione di servizi di comunicazione avanzati e di videoconferenza grazie all’integrazione con la tecnologia VoIP.
I benefici
Grazie alla virtualizzazione, l’ICE ha ridotto in modo consistente il numero di server fisici, contenendo gli investimenti in nuovo hardware, con un risparmio notevole dei costi legati alla gestione ed alla manutenzione dell’intera infrastruttura. In particolare, si è ridotto del 15% circa l’investimento annuale in nuovo hardware e sono diminuiti del 30% i costi legati all’assistenza tecnica presso le postazioni ed alla manutenzione della server farm. Infatti, la virtualizzazione dell’infrastruttura IT, ha portato alla standardizzazione delle componenti del sistema, che fanno riferimento a policy di amministrazione e di aggiornamento univoche con conseguenti economie di scala nelle operazioni di manutenzione. replicando virtualmente una configurazione standard, le postazioni di lavoro sono ora operative in breve tempo, garantendo la continuità operativa del lavoro dei dipendenti indipendentemente dal terminale utilizzato per accedere al desktop virtuale. Infine, è migliorata la sicurezza dei dati aziendali, che ora risiedono sui server dell’Istituto anziché sui singoli PC, protetti da sistemi di Information Security all’avanguardia e sempre aggiornati.