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WHP.AI a SMAU Milano 2026: l’AI che dà un nome alle competenze di chi il mercato del lavoro non riesce a vedere

Partner: WHP.AI

A Milano, il 3 e 4 novembre, la startup di HR Intelligence presenta una tecnologia che trasforma appunti, video, audio e percorsi professionali in competenze riconoscibili. L’obiettivo: portare dentro il mercato del lavoro anche chi un CV non ce l’ha mai avuto.

MILANO – C’è una parte del mercato del lavoro che esiste, lavora, ha competenze, esperienza. Ma per i software che selezionano le persone è come se non esistesse.

Sono lavoratori che spesso non hanno un curriculum standard, non aggiornano LinkedIn, non conoscono le parole giuste con cui descrivere quello che sanno fare. Magari hanno imparato un mestiere sul campo, cambiato molte aziende, lavorato con le mani, coordinato persone, risolto problemi ogni giorno. Competenze reali, ma difficili da tradurre nel linguaggio dei sistemi di recruiting.

È questa la frontiera su cui lavora WHP.AI, piattaforma italiana di HR Intelligence che sarà presente a SMAU Milano il 3 e 4 novembre 2026.

L'idea è semplice e, proprio per questo, ambiziosa: se il mercato del lavoro non riesce a leggere una competenza, forse il problema non è la persona. È il modo in cui la stiamo cercando.

Quando il curriculum non racconta tutto

I sistemi tradizionali di recruiting selezionano soprattutto attraverso parole chiave contenute nei CV e nei profili professionali. Un meccanismo efficace per chi sa raccontarsi secondo schemi standard, molto meno per chi ne resta fuori.

Secondo le stime utilizzate da WHP.AI, circa il 30% della forza lavoro può risultare “invisibile” ai software tradizionali di selezione, perché non dispone di un CV strutturato o di un profilo digitale sufficientemente ricco. Non solo i “lavoratori manuali” ma anche i giovani si trovano in questa situazione.

È una contraddizione sempre più evidente: da una parte aziende che dichiarano di non trovare personale, dall’altra milioni di persone con esperienze e capacità che non riescono a superare il primo filtro tecnologico.

WHP.AI prova a cambiare questo meccanismo.

La piattaforma è in grado di partire anche da informazioni non convenzionali e frammentate – appunti, file video, tracce audio, storico delle mansioni ed esperienze professionali – e trasformarle in profili strutturati di competenze.

In altre parole, prova a fare una cosa che sembra banale ma non lo è: tradurre ciò che una persona sa fare nel linguaggio che un'azienda può capire.

Il risultato non è soltanto un processo di selezione più veloce. È la possibilità di far emergere persone che, fino a quel momento, non erano nemmeno considerate candidabili.

L’AI come ponte, non come filtro

È qui che la tecnologia incontra una questione molto più grande del recruiting.

Nei settori della grande distribuzione, della logistica, della produzione, della ristorazione e dei servizi, la difficoltà non è sempre trovare persone. Spesso è riuscire a riconoscere il valore delle persone che ci sono.

WHP.AI nasce per questo segmento del mercato, con particolare attenzione ai lavoratori operativi e manuali, i cosiddetti blue-collar.

Il cuore della piattaforma è un Foundation Model di classificazione semantica combinato con un knowledge graph proprietario, tutelato da una domanda di brevetto internazionale (n. 102024000015034). La tecnologia, sviluppata internamente anche in collaborazione con il Politecnico di Bari, analizza dati in 27 lingue, riconosce oltre 14.000 competenze e più di 514.000 termini collegati alle skill.

L'obiettivo è superare la logica della semplice corrispondenza tra parole: non cercare soltanto chi ha scritto una determinata parola nel CV, ma capire cosa una persona sa realmente fare, le sue ambizioni e i suoi desiderata.

Più competenze che emergono, meno tempo per assumere

I dati raccolti quotidianamente da WHP.AI indicano un impatto significativo sui processi di selezione.

La piattaforma rileva il 45% di competenze in più rispetto a quelle dichiarate esplicitamente dai candidati. Il time-to-hire può scendere a 15-25 giorni, rispetto ai 35-50 giorni indicati per i processi standard, mentre l'accuratezza del matching tra candidato e posizione supera il 90%.

Dietro queste percentuali c'è però un effetto meno facile da misurare e forse più importante: aumentare il numero di persone che arrivano al tavolo della selezione.

Perché ogni competenza che emerge è anche una possibilità in più. Per un'azienda, di trovare la persona che stava cercando. Per un lavoratore, di essere finalmente visto per quello che sa fare.

Più di 150.000 candidati analizzati

WHP.AI ha analizzato finora oltre 150.000 profili e registra una crescita dei ricavi del 116% su base annua.

La piattaforma è già utilizzata da oltre 10 clienti Enterprise, con Toyota Motor Italy come flagship customer nel settore automotive. Tra le aziende che hanno scelto WHP.AI figurano anche LaLucente nel facility management, Megamark nella grande distribuzione, Aviation Services nel settore aviation, AR Security nello stewarding ed eMazzanti Technologies come partner tecnico-commerciale negli Stati Uniti.

WHP.AI è inoltre Microsoft ISV Partner.

Fondata da un team con esperienze in Bain, Deloitte e Accenture e guidata da Davide De Lucis, già selezionato da Google tra i top 100 talenti italiani, la società punta a portare questo modello di Decision Intelligence sempre più vicino ai processi decisionali delle imprese.

“Non stiamo cercando solo candidati. Stiamo cercando persone che il mercato non vede.”

“Il mercato del lavoro sta cambiando, ma continuiamo spesso a cercare le persone con strumenti progettati per un mondo in cui tutti avevano un curriculum e un percorso professionale lineare. Non è più così.”

“Settori cruciali come grande distribuzione, logistica, produzione e ristorazione hanno bisogno di competenze che esistono, ma che gli strumenti tradizionali fanno fatica a riconoscere. Con WHP.AI vogliamo trasformare informazioni frammentate in conoscenza e la conoscenza in decisioni migliori.”

“Per noi l'AI non deve servire soltanto a fare più velocemente quello che già facciamo. Può servire a vedere ciò che prima non riuscivamo a vedere. E, nel mercato del lavoro, questo significa dare una possibilità in più a una persona e una scelta in più a un'azienda.”

A SMAU per cambiare il modo in cui cerchiamo talento

La partecipazione a SMAU Milano 2026 rappresenta per WHP.AI una tappa del percorso di espansione della società.

L'obiettivo nei prossimi 18 mesi è raggiungere 1 milione di euro di ARR e oltre 30 clienti Enterprise, consolidando il go-to-market in Italia e accelerando l'espansione internazionale.

A Milano WHP.AI incontrerà aziende, investitori e partner con l'obiettivo di sviluppare nuove collaborazioni commerciali, validare nuovi prospect, rafforzare il proprio posizionamento e ampliare la rete di VAR (Value Added Reseller) in Italia e all'estero.

Ma la sfida che porta a SMAU è più grande di un obiettivo commerciale.

Perché il futuro del lavoro potrebbe non dipendere soltanto da quante persone riusciremo ad assumere. Potrebbe dipendere da quante persone riusciremo, finalmente, a vedere.