Ogni evento di networking produce due cose: incontri e biglietti da visita. Solo una delle due sopravvive alla settimana successiva.
Si torna in ufficio con venti contatti nuovi e la convinzione di aver trovato almeno tre interlocutori interessanti. Al terzo giorno sono diventati una cartella. Al decimo, nessuno ricorda più quale fosse la conversazione promettente e quale lo scambio di cortesia.
Non è disorganizzazione. È che un incontro vive di contesto, e il contesto evapora in fretta. Sul biglietto resta un nome e un’azienda. Quello che conta, invece, è perché quella persona si era fermata a parlare con voi.
Vale per tutti allo stesso modo: una startup che cerca investitori, una PMI che cerca clienti, una grande azienda che cerca innovazione, un professionista che cerca committenti. Cambia la scala, non il problema. Il business development comincia esattamente qui, nei due giorni successivi a una conversazione riuscita.
Qualche accorgimento per non sprecarla: