All’Università Cattolica del Sacro Cuore più digitalizzazione e meno barriere: l’ateneo del futuro è per tutti
Luigi d’Alonzo, professore ordinario di Pedagogia speciale presso la facoltà di Scienze della Formazione: “L’inclusione serve a tutti. L’obiettivo del progetto è garantire reale autonomia e integrazione nel percorso universitario, trasformando iniziative per bisogni particolari in benefici trasversali per tutta la comunità accademica”
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Settore: Istruzione
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Area tematica: ICT & digital Artificial Intelligence
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L’azienda
L’Università Cattolica del Sacro Cuore è il più grande ateneo cattolico d’Europa e l’unica università italiana a vantare una dimensione nazionale con i suoi cinque Campus: Milano, Piacenza, Cremona, Brescia e Roma, dove è presente anche il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Fondata nel 1921 da padre Agostino Gemelli insieme a un gruppo di intellettuali cattolici, l’Università Cattolica conta oggi 12 facoltà, oltre 40.000 studenti e una fitta rete di costanti relazioni internazionali per la formazione e la ricerca.
L’idea in breve
Da sempre attenta a favorire percorsi universitari accessibili a tutti, l’UCSC ha sviluppato il progetto Accessibilità e autonomia come servizio alla persona per supportare oltre 4.600 studenti con disabilità, DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e BES (Bisogni Educativi Speciali) e nello stesso tempo per migliorare i servizi offerti a tutta la comunità universitaria. Basato sul framework dell’Universal Design for Learning (UDL), il progetto punta ad abbattere le barriere digitali e fisiche attraverso tre soluzioni principali: lo strumento Ally (integrato nella piattaforma di erogazione dei corsi) per migliorare l’accessibilità dei materiali didattici, una suite di applicativi customizzati per gestire gli strumenti compensativi per gli esami e il sistema di navigazione indoor NaviCatt.
L’innovazione
Il progetto nasce dalla consapevolezza che l’inclusione universitaria è un dovere normativo e morale che richiede di valorizzare il potenziale di ogni studente e garantire l’integrazione delle persone con disabilità fino al raggiungimento della laurea. All’interno di un ecosistema complesso come quello dell’Università Cattolica, la sfida principale era superare la gestione frammentata delle esigenze per strutturare una risposta tecnologica integrata. L’idea guida risiede nei principi dell’Universal Design for Learning: progettare ambienti e servizi che non siano speciali o segreganti per una sola categoria di utenti, ma che risultino accessibili, inclusivi e utili per l’intera popolazione studentesca. Per lo sviluppo, l’Ateneo ha adottato metodologie di design thinking, coinvolgendo focus group di studenti con bisogni differenti e attivando percorsi di change management e formazione per il corpo docente.
Da Ally a NaviCatt, tecnologia al servizio delle persone
Il progetto si articola su tre iniziative tecnologiche e organizzative principali. La prima è Ally per l’accessibilità, uno strumento integrato nel Learning Management System che analizza i materiali formativi e fornisce al docente un riscontro visivo immediato tramite indicatori colorati e percentuali, dando consigli pratici per migliorare l’accessibilità(per esempio, contrasti di colore, inserimento di didascalie o formattazione dei testi). Lo studente può scaricare autonomamente lo stesso contenuto in formati alternativi in base alle proprie preferenze di apprendimento, come PDF strutturati, infografiche o podcast audio generati tramite intelligenza artificiale. La seconda iniziativa è costituita dagli Applicativi per l’autonomia negli esami, una funzionalità integrata nel sistema di iscrizione agli appelli che permette agli studenti di richiedere le misure compensative in totale autonomia. Giorni prima della prova, il docente visualizza a sistema le necessità specifiche dei candidati, come l’uso della sintesi vocale o l’inserimento nei primi turni dell’appello per chi soffre d’ansia. Per migliorare ulteriormente il servizio e supportare la scalabilità del servizio, l’Ateneo sta implementando una verticalizzazione sul proprio sistema CRM per la gestione strutturata dei casi. La terza iniziativa è NaviCatt, un’applicazione di navigazione indoor progettata per guidare gli utenti all’interno degli edifici storici e monumentali dell’università. Il sistema supporta l’orientamento di studenti con disabilità e al contempo aiuta matricole e visitatori a trovare aule e laboratori, integrando anche percorsi di valorizzazione artistico-culturale del campus.
Benefici
L’adozione del progetto ha introdotto miglioramenti misurabili sia sul piano didattico sia su quello gestionale. Attivo su tutti i corsi di studio dell’Ateneo, Ally ha permesso di raggiungere un livello di accessibilità generale dei materiali didattici pari al 57,2%, con un utilizzo delle funzionalità del prodotto in crescita dell’89% nell’ultimo triennio e 241.445 file scaricati da parte degli studenti, determinando un generale innalzamento della qualità didattica. Il carico burocratico si è ridotto grazie all’automazione delle richieste per le prove d’esame, che ha ottimizzato il lavoro dei docenti e dei servizi di supporto, rendendo sostenibile la gestione di oltre 4.600 persone rispetto alla precedente gestione tramite email. Strumenti come i podcast didattici e i formati alternativi dei materiali o l’app di navigazione indoor si sono rivelati risorse preziose adoperate da tutta l’utenza universitaria, dimostrando l’impatto positivo dell’inclusione sul benessere collettivo. Infine, poiché l’architettura del progetto poggia principalmente su soluzioni software già disponibili sul mercato, il modello risulta replicabile in altre realtà accademiche e le metodologie sviluppate sono già oggetto di condivisione all’interno di reti universitarie nazionali e internazionali.