Sanofi con “Make to Care” supporta la ‘patient-driven innovation’
Filippo Cipriani, Sanofi: “L’innovazione che nasce da chi sperimenta un bisogno nella quotidianità è una fonte di grande ispirazione e una risorsa che deve essere condivisa”
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a cura di: Sanofi
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Settore: Pharma, Biofarmaceutica
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Area tematica: Healthcare
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L’azienda
In Italia, Sanofi è una delle principali realtà industriali del settore farmaceutico con una presenza radicata su tutto il territorio nazionale. I suoi uffici sono a Milano e Roma, i suoi quattro stabilimenti produttivi ad Anagni (Frosinone), Origgio (Varese), Scoppito (L’Aquila) e Brindisi. Ha un fatturato di circa 1,4 miliardi di euro (dato del 2020) e annovera 2.000 persone tra dipendenti e collaboratori. Il portafoglio Sanofi copre tutta la filiera del farmaco: dal principio attivo fino ai farmaci innovativi e biotecnologici, ai prodotti maturi e alle soluzioni di automedicazione. La sua attività spazia dalla prevenzione al trattamento, attraverso le sue quattro unità di business: General Medicines, Specialty Care, Vaccini e Consumer Healthcare.
Ispirati dall’esperienza
È stata la storia di un papà di nome Fabio e della sua bambina Roberta, affetta da atrofia muscolare spinale, a ispirare il progetto Make to Care, promosso da Sanofi. Fabio – partendo dal suo bisogno di abbracciare la figlia ogni volta lo desiderasse – ha sviluppato un nuovo tipo di tutore, più leggero e meno rigido rispetto a quelli presenti sul mercato, che gli permettesse di stringerla a sé e prenderla in braccio anche quando Roberta lo indossava. Ha reso inoltre il tutore più bello e colorato affinché potesse piacerle. Un risultato straordinario raggiunto grazie a una forte volontà e al desiderio di superare un limite imposto dai dispositivi disponibili. Dalla conoscenza di questa esperienza è emersa, nel 2015, la domanda che ha dato il via al progetto: ‘quante altre realtà simili esistono in Italia da valorizzare e rendere note affinché un patrimonio di innovazione così prezioso non rimanga sconosciuto?’. Con Make to Care, Sanofi, grazie anche al supporto di numerosi partner, ha voluto censire e dare visibilità e supporto alle idee e alle soluzioni innovative nate da chi vive con una disabilità o dai loro caregiver per far fronte a bisogni concreti della quotidianità. Una fonte di grande ispirazione non solo per altre persone che possono beneficiare di questo know-how ma anche per il mondo istituzionale della cura e della ricerca. Con questo progetto è stato possibile, per la prima volta in Italia, mettere a fuoco la figura del ‘paziente innovatore’, espressone della ‘patient-driven innovation’.
I quattro pilastri del progetto
Il contest Make to Care
In collaborazione con la Maker Faire Rome, nasce Make to Care, un contest lanciato per la prima volta nel 2016. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di fare emergere e facilitare la realizzazione, nonché la diffusione, di soluzioni innovative utili a migliorare la quotidianità delle persone affette da qualunque forma di disabilità. La partecipazione al contest è aperta a tutti coloro che hanno saputo cogliere un bisogno concreto, orientando il proprio ingegno e proponendo una soluzione innovativa: pazienti e caregiver in primis, ma anche maker, designer, startup e ricercatori. Il progetto negli anni è cresciuto, trovando l’interesse e il supporto di importanti realtà che hanno creduto nell’iniziativa e messo a disposizione le loro risorse e competenze, come ART-ER - la Società Consortile dell’Emilia-Romagna dedicata allo sviluppo di innovazione, conoscenza e internazionalizzazione del sistema territoriale, Polifactory - il makerspace-fablab del Politecnico di Milano, Fondazione Politecnico di Milano, Arrow - multinazionale elettronica, Venture Factory - advisory company del Fondo di Trasferimento Tecnologico, finanziato da Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Europeo di Investimento, Bugnion - società di consulenza sulla proprietà industriale e intellettuale, l’Istituto di Management della Scuola Sant’Anna di Pisa e SMAU. Nelle prime cinque edizioni, il contest ha visto candidati oltre 450 progetti, tra i quali 50 finalisti e 10 vincitori. I progetti vincitori – selezionati da un comitato composto da esponenti del mondo dei pazienti, dei media specializzati, della scienza/accademia, delle istituzioni e degli investitori informali (Business Angel) – hanno accesso ad un percorso di crescita e sviluppo grazie al supporto dei diversi partner del progetto. I vincitori delle prime tre edizioni hanno inoltre avuto la possibilità di partecipare a esperienze formative in Silicon Valley, a contatto con altri innovatori e realtà da cui prendere spunto per implementare il proprio progetto. Dal prossimo anno la destinazione sarà Israele, startup-nation del Mediterraneo.
I Report di ricerca
Successivamente al contest Make to Care, nel 2017, è nata l’idea di dare vita a un’esplorazione sistematica sul territorio italiano per delineare i contorni dello scenario dell’healthcare contemporaneo, coinvolgendo anche le figure non istituzionali. I risultati della ricerca, sviluppata da Polifactory, sono stati sintetizzati all’interno delle edizioni 2017 e 2019 del Report MAKEtoCARE. Il censimento ha voluto individuare, mappare e mettere a sistema l’insieme eterogeneo di soggetti attivi in questo ambito, in parte già protagonisti del contest stesso: innovatori indipendenti, pazienti e caregiver, progettisti, startup, gruppi di ricerca, maker e laboratori per la fabbricazione digitale.
La piattaforma Design Healthcare Innovation
Sulla base dei dati dei Report di ricerca, Polifactory, con il supporto di Fondazione Politecnico di Milano, ha realizzato nel 2021 la piattaforma Design Healthcare Innovation. Uno strumento che aggrega i dati e le informazioni sulle iniziative mappate. La piattaforma consente di esplorare questo ecosistema, tracciando i percorsi delle singole soluzioni “dall’idea al mercato”. Inoltre, Design Healthcare Innovation può essere implementata progressivamente. Un form di auto-candidatura online permette infatti a chiunque abbia sviluppato un progetto innovativo in ambito healthcare di segnalare la propria soluzione ed entrare a far parte dell’ecosistema.
Il Roadshow
Sanofi ha organizzato anche dei Roadshow in ambito universitario al fine di alimentare un dibattito sul tema della ‘patient-driven innovation’ e del relativo approccio al mercato. Il primo Roadshow è partito a febbraio 2020 e ha toccato la Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli, l’Università Parthenope e il Campus Biomedico a Roma, in occasione della Notte dei Ricercatori 2020.
Benefici
Il progetto ha contribuito a individuare, diffondere e implementare idee e prototipi innovativi in grado di apportare un miglioramento della qualità della vita di pazienti con diversi tipi di disabilità.
Sanofi, inoltre, nell’ottica di affermarsi come realtà in grado di generare valore, vuole con questo progetto supportare soluzioni che vadano oltre il trattamento farmacologico, ovvero il core business aziendale. L’innovazione in tal senso è indispensabile a migliorare la quotidianità delle persone affette da malattia nei contesti in cui la terapia non basta, non c’è o dove non è ancora disponibile, per esempio nel caso delle malattie rare. Infine, Make to Care propone un’evoluzione del concetto di “patient advocacy” – la comprensione delle necessità dei pazienti – in “patient empowerment”, dove il paziente è parte attiva del proprio percorso di salute e del processo di sviluppo di idee che possano migliorare la propria qualità di vita. Questo ha generato un grande vantaggio perché ha incrementato la sensibilità e l’avvicinamento verso le esigenze dei pazienti, nonché la possibilità per l’azienda di porsi come facilitatore dell’incontro tra queste esigenze e chi possa fornire risposte concrete, creando sinergie virtuose a beneficio dei pazienti.