Smart Bench, la panchina intelligente che ricarica il cellulare e controlla l’inquinamento: il caso Comune di Ivrea
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Settore: PA
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L'IDEA IN BREVE
Può un elemento di arredo urbano come una panchina diventare un erogatore di servizi e un punto di accesso alla rete? Mentre in alcune città del Nord Italia le amministrazioni comunali montano divisori che impediscono alle persone di utilizzare le panchine in legno delle città come giacili per la notte, nel Canavese nasce la “panchina intelligente”, un concentrato di tecnologia a servizio dei cittadini.
L'ESIGENZA
L’idea nasce a Ivrea, lì dove è nata e si è sviluppata l’Olivetti: il sogno di una tecnologia inclusiva a servizio della società evidentemente ha messo radici molto profonde. “L’esigenza – spiega l’assessore all’innovazione e vicesindaco del Comune di Ivrea, Enrico Capirone – nasce dal dialogo avviato tra noi e un gruppo di aziende che si sono consorziate per generare innovazione di prodotto”. In una serie di brainstorming sul tema delle smart cities, nasce l’idea di indagare attorno agli oggetti statici che caratterizzano la città. Come renderli dinamici e intelligenti? “La nostra è una città coperta da wi-fi e tutti hanno il problema di dover ricaricare smartphone e tablet – riassume Capirone – quindi perché non offrire una connessione alla rete elettrica a chi decide di sostare per qualche istante?”.
LA SOLUZIONE
All’idea si dedica Canavisia una newco che intende diventare protagonista nel mercato delle sedute intelligenti costituita da Confindustria Canavese e il Consorzio Imprese Canavesane. Dall’iniziale esigenza di “ricarica” si è aggiunta idea ad idea, creando un elemento di arredo urbano sempre più intelligente: prima la musica, poi dei sensori, infine il bluetooth. Nasce così Smart Bench una seduta, interamente sviluppata in Italia, destinata a luoghi di aggregazione pubblica e privata, per interni ed esterni, e rispondente ai criteri delle nuove tendenze di smart living e smart city: la panchina intelligente punta infatti su design e materiali di pregio che la rendono adatta sia per soluzioni di arredo di lusso sia per ambienti pubblici come luoghi turistici, culturali e commerciali. La seduta è modulabile quindi componibile a seconda dello spazio e dell’ambiente.
Le dotazioni tecniche
Per rispondere all’esigenza diffusissima di un luogo in cui ricaricare i dispositivi elettronici, smart bench dà al cittadino la possibilità di collegare smartphone e tablet attraverso porte Usb. Attraverso Qr code può dispensare informazioni a cittadini e turisti e diffondere musica e annunci atttraverso degli altoparlanti. Smart Bench, dotata anche di Bluetooth, è controllabile in remoto dagli addetti alla sua manutenzione con tablet e smartphone e può essere utilizzata anche per installare sensori di rilevamento dei parametri ambientali (meteo, inquinamento etc). Il design dell’installazione è completato da un’illuminazione artistica a basso consumo attraverso lampade a led.
IL CAMBIAMENTO
Smart Bench ha fatto il suo esordio a Ivrea nell’ottobre del 2013 vicino alla nuova passerella ciclopedonale sulla Dora Baltea in via Mulini. “In quei giorni di sperimentazione – racconta Capirone – l’interesse e il gradimento dei cittadini sono stati notevoli”. Da allora però, dopo questa prima uscita pubblica, Smart Bench è “tornata in panchina” in attesa che nella zona vengano installate le telecamere. “Vogliamo tutelarci da atti vandalici”, spiega Capirone. Anche l’innovazione in contesti urbani ha bisogno di sicurezza.
L'AZIENDA
Smart Bench, subito adottata dal Comune di Ivrea, nasce da Canavisia, consorzio di sei aziende del Canavese: Axel, CarloAngela, FeniceEvo, Net Surfing, Seica e Sintecop. Canavisia nasce dal progetto “Bootstrap”, sviluppato all’interno di Confindustria Canavese e in particolare del Consorzio Imprese Canavesane e finalizzato a costruire un nuovo modello di business partendo dal basso e favorendo la sinergia di competenze tra aziende eterogenee per esperienza, dimensioni e settore di attività.