Smau Press Room - Comunicati stampa

Verso la svolta green: come la collaborazione tra imprese può accelerare la transizione ecologica e permettere di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030

20 Maggio 2021

Le questioni della transizione energetica e della sostenibilità ambientale stanno diventando un elemento centrale all’interno dell’agenda politica nazionale e internazionale. Dalla necessità di accelerare la decarbonizzazione, alle tendenze delle energie rinnovabili e dell’idrogeno verde, ritenuto un fattore chiave nel percorso di transizione energetica, la sensibilità di grandi corporate e PMI ai temi della crescita sostenibile passa fuori e dentro l’organizzazione con nuovi sviluppi e collaborazioni con il mondo dell’innovazione - startup in primis - per raggiungere gli obiettivi fissati dell’Agenda 2030.

Per affrontare le enormi sfide del cambiamento climatico, l’ultimo rapporto pubblicato da Deloitte esplora come le aziende in alcuni settori quali chimica, oil&gas, estrazione mineraria e metalli, energia, multiservizi e rinnovabili - possono accelerare la decarbonizzazione nel prossimo decennio e costruire il quadro per il futuro dell’energia verso la ripresa del Paese. 

Maggio 2021 - Cambiare i modelli di produzione e consumo, così come gli stili di vita, per far fronte alle sfide del cambiamento climatico. È con questi obiettivi che grandi corporate, insieme a startup, Centri di ricerca e Università, si stanno muovendo a ritmo sempre più veloce con programmi di sviluppo, in cui collaborazione e innovazione aperta permetteranno di raggiungere gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030. Una sfida unica per il Paese e per le stesse imprese, molte delle quali hanno pubblicamente dichiarato la loro intenzione di diventare carbon neutral entro il 2050. Ma quali sono gli impatti materiali che le imprese dovranno affrontare per favorire la transizione energetica e le sfide finanziarie e sociali che permetteranno di ottenere obiettivi significativi nell’immediato futuro? 

“Con Smau abbiamo la fortuna di avere un osservatorio privilegiato sulle dinamiche che riguardano l’innovazione all’interno delle imprese e uno dei fenomeni che osserviamo di più oggi è quello della co-innovazione, un modello che vede le grandi aziende avviare progettualità non solo in collaborazione con startup e centri di ricerca, ma che prevedono anche iniziative congiunte tra realtà di settori differenti. Questa collaborazione diventa ancora più significativa quando riguarda il tema della transizione energetica, sulla quale sono uniformemente impegnate in prima linea aziende di settori molto diversi tra loro, dall’energy al manifatturiero, dell'agroalimentare alle multiutility, ed è per questo che Smau facilita la collaborazione tra gli innovation manager delle principali società chiamate a svolgere un ruolo chiave nell’ambito della sostenibilità” spiega Valentina Sorgato, Amministratore Delegato di Smau

Il rapporto di Deloitte: come le aziende possono accelerare la decarbonizzazione e ripensare il futuro dell’energia

Il mix energetico globale si sta spostando dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Interventi di grandi dimensioni e di forte impatto, in termini di sostenibilità e conservazione delle risorse ambientali, possono essere fatti solo a più voci, come evidenzia Deloitte, che, nell’ambito di un recente tavolo di lavoro organizzato da Smau ha presentato l’ultimo rapporto dedicato ai temi della decarbonizzazione e del futuro dell’energia, coinvolgendo imprese e organizzazioni nel ridefinire il quadro del Paese verso gli obiettivi dell’Agenda 2030. Le big tech, così come il settore dell’oli&gas, hanno più volte dichiarato pubblicamente l’impegno ad aumentare gli investimenti in energie rinnovabili e a ridurre i consumi di carbonio: mentre le organizzazioni sono impegnate in questa nuova transizione, anche i governi stanno facendo la loro parte sostenendo questo settore all’interno dei loro piani economici, in vista della presentazione da parte dell’Italia del Piano nazionale di ripresa e resilienza per accedere ai fondi del Next generation EU di cui circa 70 miliardi saranno destinati alla transizione ecologica. 

Nella rivoluzione green, infatti, l’idrogeno rappresenta una scelta strategica per la decarbonizzazione di tutta la filiera energetica, dalla produzione all’utilizzo di energia: secondo il rapporto di Deloitte, all’interno dell’Unione Europea quasi tutto l'idrogeno (94%) è prodotto da idrocarburi, e quindi una forte fonte di emissioni di gas a effetto serra. L'aggiunta della cattura della CO2 ai processi convenzionali alla fine ridurrà le emissioni fino al 90% (idrogeno "blu") e sosterrà la transizione verso la produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio. Pertanto, si stima che gli investimenti dell'Unione Europea a sostegno dell'adeguamento degli impianti esistenti raggiungano gli 11 miliardi di euro. Tuttavia, questo percorso è essenzialmente non rinnovabile, quindi non è una soluzione praticabile a lungo termine. Ecco che per un futuro più green le imprese sono quindi chiamate a collaborare, per dare origine a nuovi modelli sostenibili sul lungo periodo. 

La sfida della decarbonizzazione al 2030: Snam, Eni e Edison, la transizione ecologica inizia in azienda 

Il cambiamento nell'atteggiamento dei consumatori, l'attivismo e l'impatto positivo della mobilità ridotta e dell'industria sull'ambiente stanno raggiungendo le aziende e le industrie, che riconoscono in un futuro a basse emissioni di carbonio non solo il punto di svolta per raggiungere il bene del pianeta, ma soprattutto la chiave per migliorare la fedeltà dei clienti e garantire la loro redditività a lungo termine. La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio è stata in gran parte guidata dal settore dell'energia e dei servizi di pubblica utilità. Favorire lo sviluppo di un modello carbon zero è ad esempio l’obiettivo di Snam che punta alla neutralità carbonica entro il 2040. Tra gli investimenti di quella che è una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, nonché una delle maggiori aziende quotate italiane per capitalizzazione, sono previsti quelli di co-innovazione e di innovazione aperta. In questo senso sono stati fatti progetti con le imprese nel settore dell’energia per favorire una maggiore digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto del gas, l’incremento di sistemi di IoT e di sensoristica per aumentare la sicurezza dei lavoratori e di robotica e tecnologie satellitari per aumentare la copertura di alcune aree geografiche del paese. Tra i progetti attivati da Snam c’è anche quello di coinvolgere i propri dipendenti nella strategia carbon zero attuata dall’azienda.

“Negli ultimi mesi abbiamo avviato diverse collaborazioni con centri di ricerca e Università, oltre che con startup italiane, su progetti legati alla transizione energetica e alla trasformazione digitale. Di recente abbiamo lanciato ‘Snaminnova’, un programma di open innovation volto proprio a rafforzare la capacità innovativa dell’azienda: in questa prima fase, abbiamo avviato la call per startup ‘Innovative Learning’, focalizzata sul tema della neutralità carbonica”, spiega Cecilia Visibelli, Head of Innovation & Tech di Snam. “Siamo sempre aperti al confronto con idee e modelli esterni per contribuire alla diffusione di una cultura dell'innovazione aziendale e arricchire il percorso di crescita e sviluppo intrapreso con i nostri colleghi.”  

Anche Edison, la più antica società energetica del Continente, ha da anni avviato un deciso percorso di innovazione aperta e forte dei suoi campi rinnovabili si sta focalizzando sulla produzione green dell’idrogeno. “Il Gruppo in questi anni ha reimpostato la sua strategia di Innovazione, portando i laboratori di Ricerca e Sviluppo nei Politecnici, presso gli incubatori di startup, per abilitare una contaminazione con le migliori eccellenze italiane e trovare soluzioni congiunte che supportino la società nella transizione energetica - spiega Maurizio Pitzolu, Responsabile Open Innovation di Edison. Per quanto riguarda l’idrogeno, siamo attivi lungo tutta la catena del valore e possiamo contare su capacità e competenze già esistenti al nostro interno. Siamo dunque in una posizione ideale per lo sviluppo di questo vettore e proprio in questi mesi stiamo avviando importanti sperimentazioni nei settori industriali hard to abate dove l’idrogeno gioca un ruolo di primo piano per la decarbonizzazione”.

Ridurre le emissioni di gas serra con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e combattere il cambiamento climatico è anche la sfida di Eni, che guarda a una maggiore efficienza energetica puntando al miglioramento degli impianti per renderli digital native con soluzioni digitali di Intelligenza Artificiale e IoT, sviluppando nuovi progetti nell’ambito degli obiettivi di decarbonizzazione ed economia circolare.

“Sono tante le attività e i progetti messi in campo da Eni al fine di accelerare i processi di ideazione, creazione e commercializzazione dei nuovi prodotti: come Digital ci stiamo lavorando sia insieme all’R&D, sfruttando le potenzialità della data science e artificial intelligence per accelerarne l’industrializzazione, sia ricercando collaborazioni con realtà esterne per introdurle sul mercato” commenta Giacomo Benedetto Silvestri, Group Head of Digital di Eni.

Infrastrutture tecnologiche e competenze digitali in supporto alla realizzazione della vertical farm più grande d’Europa: la sfida di Sirti

Ad abilitare nuovi modelli di sostenibilità passando attraverso le infrastrutture tecnologiche è Sirti, tra i partner del progetto Planet Farms, all’opera per la realizzazione della vertical farm più grande d’Europa, a Cavenago di Brianza, alle porte di Milano. Un progetto straordinario capace di contribuire a molti degli obiettivi codificati nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sirti ha molto a cuore il tema della sostenibilità, al quale contribuisce anche nei progetti più complessi, dedicando la massima attenzione fin dalle fasi di progettazione, come per l’infrastruttura tecnologica dell'impianto della Vertical Farm di Cavenago di Brianza, che si è aggiudicata il Premio Innovazione SMAU 2020, con tecnologie di Intelligenza Artificiale, un sistema capillare di sensoristica IoT e che prevede l'impiego della blockchain in modo da garantire un controllo costante e preciso di tutta l'attività produttiva. Grazie a questo, sarà possibile infatti certificare la qualità del prodotto e dare totale trasparenza al consumatore, oltre a garantire benefici in termini di sostenibilità ambientale come il risparmio di acqua, minore consumo del suolo, minori scarti, riduzione dell’impatto ambientale riguardo all'uso di sostanze chimiche, ai trasporti e al packaging, per un prodotto completamente puro e subito pronto al consumo.

“L’incontro con Planet Farms ha segnato per Sirti l’inizio di una straordinaria avventura e l’opportunità di maturare una consapevolezza ancora più grande di quanto possa essere importante il contributo delle corporate per supportare concretamente progetti di startup virtuose, che con il giusto mix di tecnologie, competenze e capacità operative, possono davvero fare la differenza e contribuire a rendere il mondo un posto migliore.” dichiara Pietro Urbano Mimmo, Vice President Innovazione di Sirti.

Ripensare i servizi in città: Siram Veolia apre la call a startup e PMI innovative per lo sviluppo sostenibile della Smart City del futuro

Con l’obiettivo di migliorare l’impatto ambientale dei clienti pubblici e privati attraverso la gestione e ottimizzazione dei loro servizi essenziali, Siram Veolia ha aperto nell’ambito di Smau la call a startup e PMI innovative, con scadenza il 21 maggio, per ripensare la città sotto diversi punti di vista. La società, impegnata nello sviluppo sostenibile dei territori e nella progettazione di soluzioni di efficienza energetica e gestione delle acque reflue e rifiuti, valuterà le migliori candidature per la realizzazione di piattaforme dedicate alla gestione dei dati generati dal tessuto urbano, di sistemi innovativi di mobilità elettrica e di illuminazione intelligente per gestire al meglio la mobilità e ottimizzare il risparmio energetico integrabili con strumenti smart e sensoristica e di sistemi di misurazione della portata e della pressione dell’acqua con la possibilità di integrare tecnologie di intelligenza artificiale per monitorare eventuali perdite e ridurre possibili sprechi. Qui il link per candidarsi alla call

Un sistema di recupero del calore per ridurre i consumi e aumentare le performance delle macchine da caffè: il progetto di Simonelli Group

Limitare l’impatto ambientale è anche uno degli obiettivi di Simonelli Group. La società, impegnata nel settore della produzione delle macchine da caffè professionali, fondata da Orlando Simonelli nel 1936, ha attuato già da tempo politiche di sostenibilità ambientale, per accelerare il programma di transizione energetica, partendo proprio dal ridurre le emissioni nell’intero ciclo di vita della macchina da caffé professionale, in cui è stato rilevato che il 98% della CO2 prodotta riguarda l’energia utilizzata nei bar per il consumo di caffè e cappuccini. Da qui lo sviluppo del sistema T.E.R.S. (Thermal Energy Recovery System), coperto da due brevetti, che recupera il calore ancora presente nell’acqua di erogazione del caffè in eccesso, scaricata dalla macchina e riutilizzata anche per preriscaldare l’acqua in ingresso nel sistema, diminuendo i consumi e aumentando le performance di efficienza anche durante le fasi critiche di ciclo di vita del prodotto, apportando interventi migliorativi. Vincitore del Premio Innovazione SMAU 2020, Simonelli ha in programma un ulteriore intervento migliorativo che le renderà più silenziose ed ecosostenibili per ridurre l’impatto dell’inquinamento acustico e l’utilizzo di materiali riciclabili, una componente sempre più richiesta nella produzione in vista della transizione ecologica ed energetica in corso. 
“In un settore dove non esiste una certificazione energetica unica, ci siamo dati un obiettivo molto chiaro: ogni nuovo modello deve consumare meno energia, limitare le emissioni e ridurre l’impatto ambientale. Less is more!”, commenta Mauro Parrini, Chief Operating Officer Gruppo Simonelli

Collaborazione nell’ecosistema di startup e imprese: SMAU come piattaforma di incontro

Le esperienze raccontate sono solo alcune delle centinaia di testimonianze che ogni anno l’Osservatorio SMAU raccoglie e valorizza attraverso il Premio Innovazione SMAU, un riconoscimento che ha l’obiettivo di guidare le aziende nel trovare nuovi modelli di ispirazione, a partire dalla condivisione delle esperienze già in atto. Le aziende possono raccontare la propria storia di innovazione e i propri progetti candidandosi gratuitamente al Premio Innovazione SMAU 2021 a questo link