Hera Group

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Hera: Energy, Water and Environment

Recentemente a SMAU London 2026

I nostri prodotti

Nella Motor Valley, l’innovazione al servizio delle imprese

Nella Motor Valley, l’innovazione al servizio delle imprese

Il primo impianto nel suo genere a livello europeo, in grado di rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale. Si chiama FIB3R, un nome all’insegna delle tre R che sono alla base del progetto: recover, reduce, reuse, ovvero recuperare la fibra di carbonio e riutilizzarla, riducendo l’utilizzo di fibra vergine e quindi l’impatto ambientale che sarebbe necessario per produrla. Con un importante vantaggio competitivo: la fibra rigenerata da FIB3R mantiene inalterate le caratteristiche di leggerezza ed elevata resistenza della fibra vergine, garantendo di ottenere – attraverso un procedimento all’avanguardia di pirogassificazione – un prodotto in uscita rigenerato, pronto per essere riutilizzato, ritessuto e/o impregnato, per impieghi altamente performanti a cui questo tipo di materiale è destinato. I settori industriali interessati a questa eccellenza sono sempre di più e vanno dall’automotive all’aerospaziale, dalla nautica all’arredo, fino al tessile e alla moda in senso lato, solo per fare qualche esempio. L’impegno per favorire la transizione ecologica e la previsione dell’aumento della domanda di fibra di carbonio hanno portato il Gruppo Hera ad anticipare questo megatrend, lanciando la sfida di applicare anche a questo materiale, su scala industriale, il percorso virtuoso dell’economia circolare già da anni alla base della propria strategia, unendo crescita economica alla sostenibilità ambientale. Un percorso che si pone al centro della Circular Valley italiana, perché proprio in questo territorio da oltre quarant’anni si sviluppano iniziative di recupero di materia con soluzioni circolari

Smarty è un cassonetto innovativo e intelligente, con sistema di riconoscimento utente e misurazione dei rifiuti studiato per migliorare la qualità della raccolta differenziata

Smarty è un cassonetto innovativo e intelligente, con sistema di riconoscimento utente e misurazione dei rifiuti studiato per migliorare la qualità della raccolta differenziata

Queste le caratteristiche principali del contenitore Smarty: - Riconosce l'utente tramite tessera o smartphone; - Registra i conferimenti, incentivando la qualità delle raccolte differenziate; - Comunica i dati in wireless alla base operativa; - I dati che registra sono certi e certificabili; - Chiama gli operatori Hera quando è pieno o se si guasta, così da offrire un servizio sempre più puntuale ed efficiente; - Si apre senza maniglie o leve, così da offrire un servizio ancora più igienico. Come funziona lo Smarty per la raccolta differenziata? Basta passare la carta smeraldo sul display e all’apertura del contenitore si può introdurre la raccolta differenziata indicata, il contenitore si chiude in automatico

Illuminazione Adattiva: L'illuminazione pubblica diventa intelligente

Illuminazione Adattiva: L'illuminazione pubblica diventa intelligente

Rendere le città più sostenibili non significa sempre aggiungere nuove tecnologie. A volte si traduce nel ripensare quelle che già ci sono, come l'illuminazione pubblica: una rete capillare presente ovunque, pronta a trasformarsi da infrastruttura passiva a sistema connesso e reattivo. Il Gruppo Hera (Hera Luce) ha avviato una collaborazione con TrailsLight, startup che ha sviluppato un sistema di gestione dell'illuminazione basato su intelligenza artificiale e sensori acustici. L'obiettivo è rendere la luce stradale adattiva: capace di regolarsi in tempo reale in base al traffico, riducendo consumi e inquinamento luminoso senza compromettere la sicurezza. Attraverso moduli elettronici integrati nei corpi illuminanti, i lampioni comunicano tra loro e con una centrale di controllo. Ma non si limitano a regolare l'intensità luminosa: grazie a sensori acustici anonimi, raccolgono informazioni sull'ambiente circostante. Traffico veicolare, condizioni meteo, flussi di persone: dati che vengono elaborati in tempo reale da un sistema di intelligenza artificiale per capire cosa sta accadendo in quel momento sulla strada. La sperimentazione è partita a Ferrara e Il sistema testato si chiama TAI (Traffic Adaptive Installation): un'innovazione che regola l'intensità luminosa in base al traffico reale rilevato dai sensori. Come funziona nella pratica? I sensori acustici captano i suoni ambientali - veicoli in transito, ma anche vento e pioggia - e l'intelligenza artificiale li elabora per stimare il flusso veicolare in tempo reale. Quando il traffico è intenso, la luce aumenta per garantire massima visibilità e sicurezza. Quando la strada è poco trafficata, l'illuminazione si riduce, abbattendo consumi energetici e inquinamento luminoso. Meno energia, più sicurezza I vantaggi di questa soluzione sono molteplici e vanno oltre il risparmio energetico. Dal punto di vista ambientale, ridurre l'intensità luminosa quando non serve significa diminuire i consumi elettrici e l'inquinamento luminoso, un problema spesso sottovalutato ma con impatti significativi sulla biodiversità notturna e sulla qualità del cielo. Sul fronte della sicurezza stradale, avere una luce che si regola in base alle condizioni reali significa garantire la giusta illuminazione nel momento giusto: più luce quando il traffico aumenta, evitando sprechi nelle ore di minor affluenza. Ma c'è un altro aspetto rilevante: i dati raccolti dai sensori, completamente anonimi, possono diventare la base per sviluppare servizi urbani innovativi. Monitorare i flussi di traffico, rilevare condizioni meteo avverse, mappare il territorio in tempo reale: informazioni utili per l'illuminazione e per l'intera gestione della mobilità urbana. Il progetto con TrailsLight si inserisce in una visione più ampia: quella di una Smart City diffusa, dove le infrastrutture esistenti diventano piattaforme per servizi innovativi.  

Simulazione Rischio Allagamento: Proteggiamo il territorio insieme a SaferPlaces

Simulazione Rischio Allagamento: Proteggiamo il territorio insieme a SaferPlaces

Piogge sempre più intense e concentrate in poco tempo mettono alla prova la capacità del territorio di gestire grandi quantità d’acqua. Per evitarne le conseguenze, è fondamentale individuare le aree più esposte e intervenire prima che il rischio diventi una criticità. In quest’ottica, il Gruppo Hera, avvalendosi delle competenze idrauliche e modellistiche della società Heratech, ha avviato una collaborazione con SaferPlaces, realtà specializzata nella mappatura del rischio alluvioni. Simulare per prevenire L'obiettivo della collaborazione è avere la possibilità di utilizzare uno strumento che permette di simulare scenari di allagamento da eventi estremi intensi, basandosi sull'orografia e sull'uso del suolo. Una simulazione che vuole essere veloce e di semplice utilizzo, ma allo stesso tempo capace di fornire indicazioni puntuali per orientare le scelte strategiche. La piattaforma sviluppata da SaferPlaces - spin-off dell'Università di Bologna - è in grado di mappare il rischio di alluvione con alta risoluzione, su scala globale. Uno strumento già utilizzato per supportare progettazioni strategiche e investimenti in misure di adattamento in diverse parti del mondo. Tre strumenti per costruire resilienza - La soluzione permette di fare tre cose fondamentali. La prima: valutare l'esposizione degli asset gestiti da Hera rispetto alla vulnerabilità da eventi estremi. Capire, in altre parole, quali infrastrutture potrebbero essere più a rischio in caso di allagamenti. La seconda: stimare l'impatto sul territorio di possibili interventi sulla permeabilità del suolo. Non solo opere tradizionali, ma anche Nature Based Solutions - soluzioni basate sulla natura - come aree verdi che assorbono acqua, zone umide, superfici permeabili. Interventi che oltre a mitigare il rischio portano benefici ambientali al territorio. La terza: orientare la progettazione strategica con maggiore consapevolezza sugli impatti degli eventi estremi. Non più solo reagire, ma anticipare. Questo permette di scegliere dove e come intervenire con dati e simulazioni a supporto. Verso un territorio più sicuro La piattaforma coinvolge diversi territori gestiti da Hera. Ogni contesto ha le sue specificità e la tecnologia permette di adattare le simulazioni alle caratteristiche locali: conformazione del suolo e presenza di infrastrutture. La collaborazione tra il Gruppo Hera e SaferPlaces permette di passare dalla reazione all'anticipazione: un percorso che si costruisce unendo tecnologia e competenza, per rendere il territorio più preparato e resiliente.