Comune di Alife

Comune di Alife

Recentemente a Smau Napoli 2013

Descrizione

Alife (Allifae in latino, Alìfë in dialetto) è un comune italiano di 7.667 abitanti della provincia di Caserta. Alife ha origine osca o sannita, coniava moneta propria come un didramma d'argento del IV secolo a.C. Fu a lungo in lotta con Roma, dal 343al 290 a.C., venendo poi distrutta durante le guerre sannitiche. Alife fu in seguito riedificata come oppidum, con il caratteristico impianto romano, con decumano massimo e cardine massimo. Incorporata come praefectura sine suffragio nella repubblica romana, e poi municipium Romanorum, con governo proprio di decurioni, decemviri, questori, censori, edili e pontefici. Del Calendario alifano si conservano frammenti dei giorni 11-19 agosto e 22-29 agosto; interessa la menzione del Circo alifano, del quale, a differenza dell'Anfiteatro e del Teatro, si è persa ogni traccia. La città romana, circondata da mura tuttora esistenti, rimase abitata per tutto il medioevo, nonostante assedi e saccheggi. Il vescovado alifano è antichissimo, il primo vescovo noto è Clarus in carica nel 499. Nella seconda metà dell'XI secolo il territorio alifano fu conquistato dalla casa normanna dei Drengot Quarrel, e la cittadina ebbe momenti di gloria e di splendore. Il primo conte della stirpe è Rainulfo, cui succedette il figlio Roberto di Alife e il figlio di costui, il secondo Rainulfo, Conte di Alife e Caiazzo e tra i guerrieri più tenaci e famosi del Medioevo. Rainulfo II chiese ed ottenne, nel 1132, dall'antipapa Anacleto II le reliquie di San Sisto I, Papa e martire, divenuto protettore della città e della diocesi; a lui è dedicata la splendida cattedrale normanna. Nel 1561 la residenza del Vescovo è trasferita nel vicino centro di Piedimonte d'Alife, dove i suoi successori sono rimasti fino ad oggi senza, tuttavia, intaccare l'antico titolo vescovile, mantenuto sempre da Alife da sedici secoli. Del glorioso passato Alife conserva numerose testimonianze: la cinta muraria, l’Anfiteatro Romano, il Criptoportico, il Mausoleo degli Acilii Glabriones e la Cattedrale normanna oltre che diversi manufatti conservati nel locale Museo Civico. Il suo territorio si estende per 63km² ai piedi del massiccio del Matese, in una zona ricca di boschi e dalla natura incontaminata.