Open Graph, Facebook e la colonizzazione del web

Sommario workshop

A fine aprile, Facebook ha lanciato Open Graph, una soluzione che permette di portare l’esperienza Facebook all’esterno di Facebook.com e attivarla in qualsiasi sito partner. Questo significa che qualunque pagina del Web potrà replicare tutte le funzioni di un “profilo pubblico” di Facebook, senza aver la necessità di aprirne uno. Potrà, per esempio, creare una bacheca virtuale da includere nel proprio sito aziendale, su cui aggiornare il proprio stato, inserire commenti, segnalare il proprio gradimento, in puro stile Facebook. I dati vengono poi comunicati tramite le Api di Open Graph a Facebook, che li userà per aggiornare il proprio flusso di notizie. Molti siti hanno già adottato questa tecnologia, fra i più importanti ci sono Cnn, il NYT, Yelp e TripAdvisor e marchi come Levis e Sephora. Gli elementi più visibili della nuova funzione sono il pulsante “Like” e il box “Recommendations”. Nelle intenzioni del network, l’esperienza di Facebook si estenderà così al di là del dominio Facebook.com in maniera molto maggiore di quanto era possibile in precedenza grazie alla piattaforma Connect. Oggi i siti partner che usano Open Graph, secondo l’azienda sono 350.000 e il nuovo step annunciato da Facebook è che tutte le pagine web Open Graph-enabled saranno mostrate nei risultati delle ricerche effettuate con il motore di ricerca interno del network. In questo modo, il sito di Zuckerberg lancia un nuovo attacco a Google, e avanza nel suo progetto di sostituire i link di Mountain View con i “like” dei suoi utenti.

Target: giornalisti e curiosi del fenomeno Facebook, esperti di marketing