L’impronta della qualità. Nell’agrifood le nostre aziende regionali devono impegnarsi nelle più avanzate tecniche di certificazione

13 Febbraio 2014
ore 14:00

Sommario workshop

Se c’è un mandato strategico che gli esperti di innovazione hanno individuato per le aziende italiane, questo è riassumibile nell’imperativo seguente: lavorare sulla qualità. A maggior ragione tale indicazione risulta decisiva nel campo della alimentazione. I nostri prodotti godono certamente di una buona reputazione, ma i tentativi di screditare questa tradizione non mancano. L’olio è tipicamente uno dei nostri prodotti “sotto attacco”. Un classico leit motiv è il seguente: molte aziende italiane comprano olio da tante parti e poi lo miscelano e lo rivendono come produzione locale. Ci vogliono quindi metodi di certificazione più avanzati, basati su tecnologie in grado di individuare e testimoniare componenti  di base, molecolari, anche genetiche, degli alimenti. Il progetto Apulian Food Fingerprint e le Reti di Ricerca SELGE sono impegnate nella messa a punto di tecnologie certificanti di frontiera e nella sensibilizzazione delle aziende, e su quest’ultimo aspetto c’è una attenzione che deve ancora crescere significativamente.

Relatori:
Francesco Longobardi, Apulian Food Fingerprint, Università degli Studi di Bari
Stefania Pollastro, Reti di ricerca SELGE, Università del Studi Bari